Con riferimento agli interventi di bonifica e decontaminazione, Blastrac ha sviluppato una GAMMA COMPLETA DI ATTREZZATURE che permettono di operare in maniera efficace ed efficiente, garantendo gli standard di sicurezza previsti dalle autorità sanitarie nella piena tutela degli operatori e dell’ambiente.

 

  • RIMOZIONE DI RIVESTIMENTI INCOLLATI COME IL VINIL AMIANTO
  • RIMOZIONE DI COLLE RESIDUE (BITUMINOSE, ELASTICHE O CEMENTIZIE CHE SIANO)
  • ASPORTAZIONE DI VECCHIE VERNICI E RESINE ANCHE CONTENENTI PIOMBO
  • SCARIFICA PER IL RISANAMENTO DI SUPERFICI CONTAMINATE
  • ASPIRAZIONE DELLE POLVERI DI RISULTA CONTAMINATE
  • ASPIRAZIONE A TERRA DI POLVERI FINI DI CEMENTO / AMIANTO / MATERIALE PERICOLOSO

L’AMIANTO

L’AMIANTO, CHIAMATO ANCHE ASBESTO, È UN MINERALE NATURALE DI ASPETTO FIBROSO APPARTENENTE ALLA CLASSE CHIMICA DEI SILICATI.
PER LE SUE PARTICOLARI PROPRIETÀ, QUALI LA RESISTENZA AL FUOCO ED AL CALORE, LA RESISTENZA AGLI ACIDI E LA SUA FLESSIBILITÀ, IN PASSATO HA TROVATO LARGO IMPIEGO SIA IN APPLICAZIONI INDUSTRIALI CHE IN EDILIZIA, PER INNUMEREVOLI PRODOTTI, COME:

IMPIEGHI DELL’AMIANTO

INDUSTRIA – EDILIZIA - PRODOTTI DI USO DOMESTICO - MEZZI DI TRASPORTO 
Materie prime per produrre manufatti ed oggettiNegli schermi parafiamma
In alcuni elettrodomestici (ad es. asciuga-capelli, forni e
stufe, ferri da stiro)
Nelle guarnizioni
Isolante termico nei cicli industriali con basse temperature
(es. impianti frigoriferi, impianti di condizionamento)
Nelle vernici e mastici "antirombo"
Isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per
impianti elettrici
Nella coibentazione di treni, navi e autobus
Materiale fonoassorbenteSpruzzato come rivestimento resistente al fuoco
Isolante termico nei cicli industriali con alte temperature
(es. centrali termiche e termoelettriche, industria chimica,
siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare,
distillerie, zuccherifici, fonderie)
Prefabbricati cementizi, inglobato nel cemento di
coperture sotto forma di lastre piane o ondulate (eternit), in
tubazioni, serbatoi, canne fumarie, fognature ecc..panels
Nelle prese e guanti da forno e nei teli da stiroNella preparazione di intonaci applicati a spruzzo o spatolati
Prodotti in cartone per alte temperatureNei pannelli per controsoffittaturesealers...
Nei freniCome sottofondo di pavimenti in linoleum
Nelle frizioniIn pavimenti vinilici (vinil-amianto), mescolato a polimeri
Già dai primi anni del 900’ i ricercatori determinarono una correlazione fra il numero di morti precoci con malattie legate al sistema polmonare e le zone o città in cui erano presenti miniere di amianto.

Nonostante i pericoli dell’amianto fossero stati identificati chiaramente nel corso della prima metà del ventesimo secolo, fu solamente fra gli anni 80’ e 90’ che l’uso dell’amianto fu proibito in molti paesi, pertanto ancora oggi la sua presenza è diffusa in molti edifici ed impianti costruiti in quel periodo.
Il pericolo principale deriva dall’eventuale inalazione delle fibre di amianto, con un grado di rischio che dipende dalla forma in cui l’amianto si presenta:

  • In forma compatta, quando le fibre sono legate ad una matrice stabile e solida, come nel cemento amianto, nel vinil-amianto ecc…. In questo caso la dispersione può verificarsi o in seguito ad interventi di abrasione, rottura, demolizione ecc.. del manufatto, o per effetto del deterioramento dovuto dal tempo.
  • In forma friabile, quando le fibre di amianto sono libere o debolmente legate e quindi possono essere facilmente trasformate in polvere aero dispersa, come nel caso di rivestimenti spruzzati,
    soffitti popcor ecc…

Le normative attualmente in vigore in Italia, in particolare la Legge n.257 del 27/03/1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) e il Decreto Ministeriale del 06/09/1994 (Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto), prevedono l’obbligo di bonifica delle pavimentazioni nel caso in cui queste contengano fibre di amianto oltre una determinata soglia.

Al fine di determinare presenza e forma dell’amianto e come intervenire, è necessario rivolgersi ad enti competenti in materia (USL, ARPA…) o ad aziende specializzate nelle indagini e negli interventi di bonifica (Iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali presso la Camera di Commercio).

VERNICI AL PIOMBO

IL PIOMBO È UN METALLO CON COMPOSTI ALTAMENTE TOSSICI. TRA I PRIMI METALLI SCOPERTI IN ANTICHITÀ, NEL CORSO DELLA STORIA È STATO AMPIAMENTE UTILIZZATO IN DIVERSE APPLICAZIONI, IN QUANTO, OLTRE AD ESSERE UN ELEMENTO A BASSA DUREZZA E BASSO PUNTO DI FUSIONE, MOLTO DUTTILE E MALLEABILE, POSSIEDE CARATTERISTICHE PER LE QUALI È STATO IMPIEGATO COME COMPONENTE NELLA PRODUZIONE DI DIVERSI PRODOTTI TRA I QUALI LA BENZINA, LE BATTERIE PER AUTOTRAZIONE, IL RIVESTIMENTO DEI CAVI ELETTRICI, SERBATOI…

 

Per molti anni, compositi del piombo sono stati inseriti come pigmenti nella produzione di vernici, in particolare per velocizzarne l’asciugatura, aumentarne la resistenza ed anche per mantenerne un aspetto fresco, proteggendo dall’umidità e dalla corrosione il prodotto stesso.

L’introduzione di vernici al piombo per uso residenziale e da ricollegare al XIX°sec., periodo in cui aumenta l’esposizione, ma è solo nel corso della prima metà del XX°sec. che ne viene determinata la loro tossicità, portandone al divieto di impiego e produzione. Vernici al piombo sono però ancora presenti in molti vecchi edifici, in particolare si possono trovare nei pavimenti, sui soffitti, nei muri ecc…

L’intossicazione da piombo, detta anche “saturnismo”, può avvenire per inalazione o ingestione. Il piombo è particolarmente pericoloso, causa tra le altre cose di problemi nello sviluppo neuropsicologico dei bambini, così come è dannoso per il sistema riproduttivo negli adulti, sia uomini che donne.

Per evitare possibili malattie provocate da questo veleno è necessario intervenire radicalmente rimuovendo completamente le vernici al piombo da abitazioni o edifici. La tecnica meccanica, la procedura di identificazione e le operazioni di rimozione delle vernici al piombo sono di fatto accomunabili a quelle attuate negli interventi in presenza di amianto.

DECOMISSIONING (SMANTELLAMENTO NUCLEARE)

QUANDO SE PARLA DI “DECOMMISSIONING” SI IDENTIFICANO TUTTE LE AZIONI DA INTRAPRENDERE NEI TEMPI SUCCESSIVI ALLA CESSAZIONE DEL SERVIZIO DI UNA CENTRALE NUCLEARE, CON LO SCOPO DI GIUNGERE ALLA COMPLETA DEMOLIZIONE DELL’ IMPIANTO.

 

La produzione di energia elettrica nel mondo, attraverso lo sfruttamento dell’energia nucleare è iniziata negli anni cinquanta, il primo impianto al mondo a generare elettricità per una rete di trasmissione fu la centrale nucleare di Obninsk (Russia) il 27 giugno 1954, ed è cresciuta molto rapidamente fino a riguardare gran parte dei paesi sviluppati.
Dopo un rallentamento nel corso degli anni ottanta e novanta, ha subito una successiva accelerazione a partire dagli anni duemila, per arrivare ad oggi contando sulla terra più di 400 reattori nucleari in funzione, presenti in 31 nazioni di quattro diversi continenti. A causa del termine operativo o semplicemente per una chiusura anticipata degli impianti, come nel caso delle centrali presenti nel nostro territorio, spesso si rende necessario lo smantellamento degli impianti.
La pericolosità nello smantellamento di una centrale elettronucleare è data principalmente dalla presenza di combustibile radioattivo residuo (scorie radioattive) e dalla contaminazione di strutture e manufatti facenti parte dell’impianto.
Tale contaminazione comporta, secondo norme legislative vigenti, l’ attuazione di precauzioni specifiche quali: decontaminazione del personale e delle attrezzature impiegate per la demolizione ed un corretto trasporto dei materiali di risulta, sicuro e protetto, in aree appositamente studiate e costruite.

ASPIRAZIONE DELLA SILICE LIBERA CRISTALLINA

IL 17/01/2018 È ENTRATA IN VIGORE LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA 2017/2398 (CHE MODIFICA LA PRECEDENTE DIRETTIVA 2004/37/CE) SULLA PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DERIVANTI DALL’ESPOSIZIONE AD AGENTI CANCEROGENI O MUTAGENI DURANTE IL LAVORO E CHE DOVRÀ ESSERE RECEPITA DA TUTTI I PAESI MEMBRI ENTRO IL 17/01/2020.

 

Nell’Allegato I, che definisce l’elenco delle sostanze è stato aggiunto il seguente punto: 6 –lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione.
Tutte le principali attività in campo edilizio (costruzione / restauro e manutenzione / demolizione) possono essere annoverate fra i processi di potenziale esposizione a SLC (Silice Libera Cristallina) su cui si focalizza la normativa.
La silice cristallina infatti è un minerale estremamente diffuso in svariati materiali da costruzione quali granito, calcestruzzo, mattoni, intonaci, polveri di arenarie, quarzite, asfalto contenente roccia o pietra, malte e pertanto qualsiasi intervento di taglio, perforazione, levigatura (abrasione), scarifica… genera polveri a cui vengono esposti gli operatori.
Blastrac da sempre pone al centro delle proprie attività di R&D la sicurezza e la tutela degli operatori e dell’ambiente e pertanto le novità di tale normativa trovano già riscontro nelle dotazioni di serie della gamma di attrezzature Blastrac, in quanto tutte le attrezzature risultano già predisposte per il collegamento ad un sistema d’aspirazione dedicato e dotate di carter e guarnizioni per il contenimento delle polveri, e nelle molteplici soluzioni in termini di sistemi d’aspirazione dotati di filtri HEPA, sistemi di insacchettamento continuo delle polveri.
CONCENTRAZIONE DI SILICE CRISTALLINA NEI MATERIALI DA COSTRUZIONE 
Compositi a base di siliceFino a o > 90%
Arenaria, quarzite, pietra focaiaPiù del 70%
Calcestruzzo, malteDa 25% a 70%
RocciaDa 40% a 60%
Pietra cineseFino a 50%
PiastrelleDa 30% a 45%
ArdesiaFino a 40%
GranitoFino a 30%
LateriziFino a 30%
IronstoneFino a 15%
Basalto, diabaseFino a 5%